C’era una volta … il caffè

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Leggende sul caffè

Quando eravamo bambini i nostri nonni ci raccontavano sempre qualche leggenda o qualche storiella. Noi restavamo lì fermi ad ascoltare attentamente ogni parola e per quanto quelle storie ci sembrassero così inverosimili … noi un po’ volevamo crederci.

Le leggende fanno parte della cultura di ogni popolo e anche se sappiamo benissimo che non sono vere, ci fa sempre piacere ricordarle o magari raccontarle ai nostri figli.

Esistono tantissime leggende: dai miti più antichi, quelli greci e latini, alle leggende “metropolitane” dei nostri nonni come quella del folletto che viene a trovarci di notte a farci i dispetti.

Il caffè non poteva certo fare eccezione: infatti, cii sono moltissime leggende sul caffè.

La più famosa è quella di un pastore etiope, Kaldi. Un giorno, durante il pascolo, le sue pecore si fermarono a mangiare i frutti e le foglie di una pianta che Kaldi non aveva mai visto, ma il pastore non si preoccupò e le lasciò finire di mangiare. Al calar del giorno, Kaldi, mentre stava per mettersi a riposare, si accorse che le sue pecore, invece di dormire, iniziarono a girare per tutto il prato più sveglie che mai. Kaldi capì subito che il motivo della strana energia era quella pianta. Così il pastore, l’indomani, raccolse i frutti della pianta, li abbrustolì e dopo averli macinati e lasciati in infusione, ottenne il caffè!

Un’altra leggenda narra di Omar, molto famoso per le sue doti di guaritore tramite la preghiera. Il derviscio, bandito dalla citta natale Mocha nello Yemen e recluso in una grotta nel deserto, stava quasi per morire di fame quando vide delle bacche rosse che spuntavano su alcuni arbusti lì vicino. Così Omar le colse e, poiché le trovava troppo amare e dure, le arrostì e le fece bollire. Bevuta l’acqua di cottura si sentì subito meglio e in forze e così decise di far bere quell’acqua così “miracolosa” anche ad un vecchio pellegrino debilitato, che, miracolosamente riprese il cammino verso casa. Quando la notizia della guarigione giunse a Mocha, Omar fu richiamato in città e accolto tra feste, applausi e tanti onori.

I miti sul caffè non finiscono qui. Anche il profeta Maometto fu il protagonista di una di queste storie. Un giorno, il profeta si sentiva molto debilitato e stanco e non poteva adempiere al suo compito di diffondere la parola di Allah. Così ricevette la visita dell’arcangelo Gabriele che offrì a Maometto una bevanda “scura come la Sacra Pietra Nera della Mecca” preparata direttamente da Allah. Dopo aver bevuto quella strana bevanda, il profeta si sentì finalmente bene e rinvigorito. Il nome di questa bevanda: “qahwah” che in arabo significa proprio … caffè.

Un’altra leggenda narra di un dio etiope Waka che vaticinò la morte, quel giorno stesso al tramonto, a un uomo che aveva incontrato in una delle tante passeggiate che il dio amava fare. L’uomo non volle credere alle parole della divinità: così montò a cavallo e fuggì. Lungo la strada, incontrò un gruppo di uomini intenti a scavare una tomba, come aveva ordinato loro Waka, mentre l’uomo stava scendendo da cavallo … morì.

Dopo cinque giorni Waka andò a trovare la tomba di quell’uomo e si commosse. Dalle sue lacrime, nel punto in cui toccavano terra, germogliarono piccole piantine di caffè. 

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